Degustazione, i sensi in allerta.

Nonostante sia circondata da un’aura di complessità di mistero, la degustazione è per lo più un’esperienza personale e soggettiva. Degustare significa saper usare i propri sensi, imparando a svilupparli e ad affinarli per accorgersi via via delle sfumature più sottili, dei profumi e delle sensazioni che i vini ci trasmettono.

Condizioni ottimali per la degustazione del vino

Un bicchiere, un’ora e una luce giusti per la degustazione.

Poche sono le regole davvero ferree per la degustazione di un vino e una volta rispettate, l’esperienza potrà avvenire come un piacevolissimo gioco. Quali sono queste norme? Per prima cosa la nostra sensibilità è più acuta prima di un pasto, precisamente tra le 10 e le 12 del mattino. Se possibile la degustazione dovrebbe quindi avvenire in queste ore. È possibile mangiare un pezzetto di pane prima di iniziare ma è imperativo evitare caffè, tabacco, cioccolato e formaggio: le vostre papille non sarebbero “pulite” per accogliere il nettare degli dei. Lo stesso vale per il naso: per la degustazione converrà scegliere un locale ben areato e senza odori particolari nell’aria. Un’altra regola fondamentale è la temperatura di servizio. Il freddo ostacolerebbe la liberazione delle sostanze volatili (gli odori) mentre il caldo ne ridurrebbe la freschezza aromatica.

Come degustare: analisi visiva

Degustazione: guarda che vino!

L’analisi visiva è la prima fase e prende in considerazione 4 elementi: la limpidezza, il colore, la fluidità, l’effervescenza. Essendo l’occhio ad informarci, sarà necessario metterlo nelle condizioni migliori. Sono necessari un ambiente ben illuminato e una tovaglia bianca per cogliere riflessi e tonalità del vino. Il bicchiere sarà un calice trasparente a tulipano: la vostra mano sarà sufficientemente lontana dal vino da impedirle di falsarne il colore e di scaldarlo. Le prime caratteristiche da notare saranno allora il tipo di rosso (più chiaro in vini giovani e granato nei più affinati) e di bianco (paglierino se fresco e poco strutturato, dorato se barricato o più alcolico) e l’aderenza del vino al bicchiere. Far roteare il vino nel calice mostrerà l’intensità degli archetti che si vengono a creare sul vetro e indicherà la maggiore o minore struttura e corpo del vino.