Saint Emilion, fiore all’occhiello di Francia

Chi ha avuto la fortuna di fare enoturismo in Francia non si sarà certo fatto mancare una visita a Saint Emilion, in Aquitania, nella regione dei vini di Bourdeaux. Qui prospera l’omonima denominazione AOC (Appellation d'Origine Contrôlée) Saint Emilion, una delle più rinomate del Paese e a livello internazionale per i vini rossi.

Castello di Bordeaux

Saint Emilion, quando il vino fa la storia di una comunità.

Ottenuti principalmente da vitigni Merlot (circa il 60%), Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, i rossi Saint Emilion sono il risultato di una viticoltura profondamente legata al territorio, in senso geologico e storico. Fra i differenti terroir sono compresi infatti un altopiano calcareo, un’ampia zona mista di sabbia e argilla, le valli che si affacciano sulla costa, miste sabbia e argilla, e infine una pianura sabbiosa e ghiaiosa. Diversità che i viticoltori hanno saputo sfruttare con sapienza a proprio vantaggio, e che conferiscono al vino un carattere energico, ricco e strutturato. Attorno al vino si organizza da secoli l’intera comunità del luogo, come è immediatamente visibile ai turisti che quando giungono da queste parti, possono immergersi nelle degustazioni organizzate presso i numerosi chateaux, i piccoli castelli che in epoca seicentesca i signorotti costruivano a dominare le vigne di loro proprietà.

Anatra abbinata al Saint Emilion

Saint Emilion: provalo con la carne d’anatra, per omaggiare la Francia

Da circa 400 anni, nella regione dell’AOC Saint Emilion la vita dell’intera comunità sfrutta ed esalta nella propria economia, le vigne e le proprietà vinicole. Anche oggi la popolazione del luogo, oltre a continuare a produrre un vino d’eccellenza, ha trovato un nuovo bacino d’utenza nel crescente turismo enologico, che attira esperti e semplici curiosi uniti dall’amore per i rossi del luogo e dal desiderio di scoprire la bellezza dei paesaggi geografici e architettonici. Oltre agli chateaux, anche numerosi conventi producevano il proprio vino e oggi ospitano i turisti venuti ad assaggiarlo. L’abbinamento con il cibo è a sua volta un riflesso della tradizione locale. Il vino si sposa infatti alla perfezione con formaggi e cacciagione, ma per omaggiarne al meglio il carattere pienamente francese, non c’è che una scelta da fare: abbinarlo alla carne d’anatra.

Chapô