Paolo Basso, miglior sommelier del mondo

Per il miglior sommelier del mondo 2013, Paolo Basso, il vino non ha misteri. Il campione ha partecipato alla settimana dei Primeurs dell'Union des Grands Crus de Bordeaux che si è svolta dal 4 all'8 aprile 2017 di fronte alla stampa specializzata.

Paolo basso, sommelier italo svizzero campione del mondo 2013

2016: un'annata da ricordare

Per chi non lo conoscesse, Paolo Basso è il sommelier italo-svizzero che ha fatto molto parlare di sé nel 2013, quando ha ricevuto il titolo di miglior sommelier al mondo. La sua fama è ormai nota e ne fa uno degli esperti più seguiti nell'ambito dell'enologia a livello mondiale. Il campione ha tra l'altro partecipato quest'anno alla settimana dei vini primeurs dell'Union des Grands Crus de Bordeaux, manifestazione che si è svolta dal 4 all'8 aprile 2017 al cospetto di sommelier provenienti da tutto il mondo e della più rinomata critica specializzata. 

La settimana è stata interamente dedicata alla degustazione di campioni di vino "novello" proveniente dalla vendemmia 2016 ma già in corso di invecchiamento. 

Questo tipo di degustazione è prova di grande perizia in quanto i vini degustati non sono "finiti": si tratta infatti di immaginare il risultato del prezioso nettare dopo gli anni passati in bottiglia.

Il sommelier italo-svizzero ha degustato e recensito più di 250 vini e considera il 2016 il migliore dei millesimi degli ultimi cinquant'anni. A suo avviso, un millesimo superiore a quello del 2015. Una primavera umida seguita da un'estate molto secca ma nel contempo abbondanti precipitazioni giusto prima della vendemmia: le condizioni climatiche che secondo Basso hanno prodotto un raccolto eccellente, e un vino ricco ed equilibrato.

I vini sono quindi "facili" da capire anche prima della piena maturità. Il millesimo 2016 si rivela molto promettente in termini di volumi e qualità.

Per ritrovare tutte le note degustative di Paolo Basso : www.paolobassowine.ch

Prove del concorso miglior sommelier del mondo 2013

Ripercorriamo la storia del campione

Anno 2013, il prestigioso concorso si è tenuto a Tokio: le diverse prove si sono susseguite l'una all'altra, ognuna più difficile dell'altra. Di fronte all'altissimo livello d'esigenza, è stato proprio l'italo svizzero Paolo Basso a imporsi e essere consacrato miglior sommelier del mondo.

La competizione è stata particolarmente accesa: quell'anno sono stati 56 i candidati, provenienti da 54 paesi del mondo, dall'Australia al Brasile passando per l'Indonesia e la Svezia. Dopo due serie di prove eliminatorie, i tre finalisti (Paolo Basso, il belga Aristide Spies e la canadese Véronique Rivest) sono stati chiamati a provare la loro conoscenza dei vini (incluso servizio e presentazione) addirittura in una lingua straniera. Per l'occasione, la giuria non ha esitato a disseminare tra le sei prove restanti dei tranelli e falsi indizi. Un esempio: i concorrenti avevano a disposizione dodici minuti per riconoscere quattro vini. Tra questi, solo uno potrebbe definirsi "classico" (Beaune les Aigrots 1er Cru), gli altri sono tanto sconosciuti quanto improbabili: dei vini indiani come il Sula Chenin Blanc, e israeliani, come il Yarden Galilée Pinot Noir.

Prova ancora più difficile, solo 32 minuti in totale per riconoscere sei liquori, o almeno descriverne la composizione. Tra le acquavite testate una giapponese al pomodoro, una messicana al fiore di ibisco e un rum proveniente dall'Estonia. 

Per lo Champagne, la prova era piuttosto simpatica: avere a che fare con tre clienti difficili dai gusti inconciliabili e arrivare a trovare per ognuno di loro l'etichetta che li potesse soddisfare pienamente. 

 

Paolo Basso miglior sommelier del mondo 2013

Un premio assolutamente meritato!

Un altro grande momento della competizione del 2013, la delicata fase di stappo e servizio di una bottiglia di Château la Gaffelière 1985, Grand Cru Classé Saint-Emilion. Le qualità essenziali a un buon sommelier riposano infatti sulle sue capacità ad "avere una buona conoscenza del vino, offrire un servizio piacevole e fare in modo che il cliente apprezzi il proprio piatto. (...) Soprattutto, il sommelier non deve prendersi per una celebrità, ma concentrarsi sull'offerta di un servizio perfetto, preciso e amichevole, al solo fine di far piacere al cliente." Cit. Serge Dubs, presidente della giuria  e miglior sommelier del mondo 1989).

Da notare anche che Paolo Basso era già stato eletto miglior sommelier d'Europa 2010 ed era arrivato secondo al concorso mondiale dello stesso anno.

Concorso miglior sommelier del mondo 2017

E nel 2017? Chi è oggi il miglior sommelier del mondo?!

Quest'anno, il titolo di miglior sommelier d'Europa 2017 è stato conquistato dal sommelier di origine lettone Raimonds Tomsons. Già onorato del titolo di miglior sommelier dei paesi baltici tre volte, ha ricevuto il titolo mondiale il 12 maggio 2017.

Tra le prove, tutte rigorosamente sotto la pressione del cronometro, il servizio di una magnum di Champagne Moet et Chandon in tre minuti in 18 bicchieri in parti uguali, senza possibilità di tornare indietro per aggiustare il tiro. Piccolo tranello, i bicchieri erano 20...

Altri esempi di prove: la correzione di una carta dei vini piena di errori, un esercizio di decantazione, il servizio di un vino a 4 clienti, un'interrogazione/interrogatorio, l'imprescindibile degustazione alla cieca e infine gli abbinamenti cibo/vino con l'obbligo di proporre per ogni piatto un vino proveniente da un paese diverso. 

Le etichette da identificare alla degustazione: un pisco Waqar du Chili, un vino di Constance dell'Africa del Sud, un single malt whisky irlandais The Irishman, uno scotch scozzese Dambruie, un Calvados Pierre Huet (Francia) e un Iscider Brandland (Svezia).

Infine, i finalisti hanno dovuto identificare i vitigni e l'origine di 4 vini bianchi dolci. Si trattava di un Tokaji 1413 Disznoko (Ungheria), di uno Château Monbazillac 2013 (Francia), un Traminer Beerenauslese 2013 (Austria) e di un Riesling Beerenauslese 2006 (Germania). 

In conclusione, sembra incredibile a che punto il naso e il palato possano affinarsi fin da riconoscere non solo le qualità di un vino ma addirittura la provenienza biologica (vitigno) o geografica. Quello che però resta fondamentale nel lavoro di un sommelier è l'attenzione, quasi la devozione al cliente. Il compito principale di questo grande maestro resta quello di accompagnare sapientemente e con dolcezza il non erudito introducendolo alle delizie dell'enogastronomia.