Cabernet Sauvignon, l’eleganza in bocca

Montesquieu diceva: «l’aria, l’uva, i vini sulle sponde della Garonna e l’umore guascone sono antidoti perfetti contro la malinconia». Perché non prendere spunto dal filosofo per lasciarsi trasportare da un buon bicchiere di Cabernet Sauvignon?

Cabernet Sauvignon: diffusione sul territorio e storia

Cabernet Sauvignon, un grande vino in tutti i sensi

Il Cabernet Sauvignon è un grande vino rosso, sia per l’estensione della superficie coltivata con questa vite (la seconda dopo il Merlot, con una diffusione che va dal Canada al Libano, dal Cile alla Nuova Zelanda), sia per la sua qualità. Questo rosso destinato al successo è arrivato nei primi anni del 1800 in Piemonte e dopo un primo periodo di diffidenza, i produttori italiani hanno sviluppato un incredibile savoir faire nell’assemblare i vitigni autoctoni con il cabernet-sauvignon, generando veri e propri capolavori.

Caratteristiche e aromi del Cabernet Sauvignon

Resistenza e complessità del Cabernet Sauvignon

L’acino dell’uva del Cabernet Sauvignon è medio-piccolo e tondo, con una buccia blu scuro piuttosto spessa che lo protegge dagli episodi di gelo primaverili. Molto adattabile, il suo terreno prediletto è sabbioso, caldo, e giunge a maturazione più tardi del Merlot, particolarità che gli conferisce potenza, struttura e complessità.

La pazienza è la virtù del gusto

I vini con una base di Cabernet Sauvignon sono eleganti, con una bella persistenza in bocca e offrono il meglio di sé dopo qualche anno di invecchiamento. Serve pazienza per attendere 10, 15 o 20 anni ma solo allora si potrà approfittare pienamente della sua ricchezza aromatica con note di frutti neri, violetta, lampone e note classiche di affumicato, ruggine e sentori di sottobosco.